venerdì 5 dicembre 2008

Il diritto di accesso


Per diritto di accesso s’intende il diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copie di documenti amministrativi. Le finalità sono l’assicurazione della trasparenza e la garanzia dello svolgimento imparziale dell’azione amministrativa.
Il diritto di accedere ai documenti amministrativi compete a tutti i soggetti privati, compresi quello portatori d’interessi pubblici o diffusi, che abbiano specifico interesse concreto diretto e attuale.
La legge 15/2005 ha aggiunto la definizione di controinteressati: si tratta di tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto che, dall’esercizio dell’accesso, vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza.

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giovedì 4 dicembre 2008

La normativa contenuta nella Legge 241 del 1990

La legge 241/90 detta dei prinipi generali cui il procedimento deve rispondere:
  1. Il principio del giusto procedimento, ovvero il diritto degli interessati di partecipare al procedimento;
  2. Il principio di trasparenza, prevedendo il carattere obbligatorio della motivazione del provvedimento, l'obbligo della P.A. di identificare preventivamente l'ufficio ed il dipendente responsabile del procedimento e il diritto dei cittadini interessati di accedere ai documenti amministrativi;
  3. Il principio di semplificazione, introducendo taluni istituti diretti, in conformità al principio di buona amministrazione, a snellire e rendere più celere l'azione amministrativa (silenzio-assenso, provvedimento implicito, conferenze di servizi).
  4. Il principio di leale collaborazione istituzionale che prevede la concreta collaborazione tra Stato ed Enti Territoriali
  5. Il principio di informatizzazione dell'attività amministrativa.
Le regole generali contenute nella 241/90:
  1. Economicità, efficacia, pubblicità e trasparenza servono per improntare l'azione amministrativa ai principi di efficienza a cui si ispirano le imprese private.
  2. Divieto di aggravare il provvedimento. Il procedimento può essere aggravato solo per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.
  3. Obbligo di conclusione esplicità del procedimento mediante l'adozione di un provvedimento .
  4. Obbligo generale di motivazione del provvedimento amministrativo. Ciò consente di ritenere che il provvedimento immotivato o insufficientemente motivato sia viziato per violazione di legge.
Inoltre la 241/90 introduce l'individuazione del responsabile del procedimento all'interno dell'unità organizzativa competente, nonchè l'obbligo di comunicazione agli interessati del nominativo del responsabile e la precisazione dei compiti a questi spettanti.
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mercoledì 3 dicembre 2008

Il procedimento amministrativo

Affinchè un Atto Amministrativo sia Perfetto (tale è qualificabile quando sussistono tutti gli elementi necessari per la esisitenza giuridica) ed efficace (cioè idoneo a produrre gli effetti giuridici propri del tipo al quale appartiene l'atto) deve emanato dopo aver seguito un iter che prende il nome di PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.
Il procedimento amministrativo è una successione di una pluralità di atti, aventi diversa natura e funzione compiuti da più soggetti od organi, ma rivolti, nonostante la loro eterogeneità e la loro relativa autonomia, al conseguimento di uno stesso fine, e cioè alla produzione degli effetti propri di una data fattispecie.

Le fasi del procedimento amministrativo
Il procedimento amministrativo si svolge attraverso tre fasi principali:
  1. La fase preparatoria
  2. la fase costitutiva
  3. la fase integrativa dell'efficacia

La fase preparatoria è la fase diretta a predisporre e ad accertare i presupposti necessari affinchè il provvedimanto finale possa essere legittimamente emanato.
Si articola in due stadi:
  1. L'iniziativa, che comprende gli atti (istanze, denuncem ricorsi, richieste, proposte) con funzione propositiva.
  2. L'istruttoria è la fase nella quale si valutano i dati rilevanti ai fini dell'emanazione del provvedimento finale. L'istruttoria ha come oggetto l'individuazione degli interessi rilevanti.
La fase costitutiva ( o decisoria) è la fase deliberativa del procedimento, in cui si determina il contenuto dell'atto da emanare.
Nella fase d'integrazione dell'efficacia il procedimento si completa di quegli atti perchè il provvedimento perfetto possa anche produrre i suoi effetti

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martedì 2 dicembre 2008

Pincipali tipi di atti amministrativi

PROVVEDIMENTI
  • Autorizzazioni: quei provvedimenti che autorizzano il destinatario a svolgere una certa attività o servizio
  • Concessione: il provvedimento con cui la P.A. permette al destinatario di usare beni della P.A. o di godere di diritti nuovi attribuiti dalla stessa P.A.
  • Delega: il provvedimento con cui l'amministrazione conferisce ad un soggetto diverso da essa la facoltà di esercitare un potere suo proprio.
  • Ordini: I provvedimenti con i quali la P.A. a seguito di una scelta discrezionale o di un semplice accertamento, fa svolgere nuovi obblighi a carico dei destinatari, imponendo loro un determinato comportamento sulla base della propria potestà di supremazia

ALTRI ATTI AMMINISTRATIVI

  • Atti di controllo: emanati dagli organi di controllo, sono diretti a verificare la legittimità ( controllo di legittimità) o l'opportunità (controllo di merito) dell'atto amministrativo.
  • I pareri: tutti quegli atti consistenti in manifestazioni di giudizio, emessi da organi consultivi.
  • Proposte: sono atti con cui un organo propone una candidatura per una carica o un ufficio

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lunedì 1 dicembre 2008

Elementi e requisiti degli atti amministrativi

Elementi essenziali dell'atto amministrativo sono:
  • L'agente o soggetto, cioè l'autorità amministrativa che emette l'atto e che deve essere competente a compierlo;
  • Il destinatario, cioè il soggetto (organo pubblico o soggetto privato) nei cui confronti l'atto è diretto a produrre i suoi effetti; esso deve essere determinato o determinabile;
  • La volontà: nessun atto può considerarsi riferibile al soggetto che lo ha compiuto, se non è stato consapevolemente voluto.
  • Il contenuto od oggetto, che consiste in ciò che con l'atto amministrativo s'intende autorizzare, ordinare, concedere, attestare ecc. Il contenuto deve sempre essere possibile, lecito e determinato.
  • La causa: Ciascun atto amministrativo è caratterizzato da una propria funzione istituzionale e ad essa deve corrispondere;
  • La forma, è la veste esterna con cui l'atto viene manifestato, cioè emesso (forma scritta, orale, segnaletica, tacita).

Gli elementi accidentali dell'atto amministrativo sono quegli elementi che possono essere apposti ad atti discrezionali, solo se non alterino il contenuto tipico.
Sono elementi accidentali dell'atto:
  • Il termine
  • La condizione
  • L'onere, può essere apposto alle autorizzazioni e alle concessioni
  • Le riserve, che sono atti con cui la P.A. si riserva di adottare futuri provvedimenti in relazione all'oggetto stesso dell'atto emanato.
I requisiti di legittimità sono quei requisiti richiesti dalla legge affinchè l'atto, oltre che esistente, sia anche valido (cioè legittimo). Essi sono:
  • Inerenti all'agente: La legittimazione, cioè l'esisitenza di un'investitura effettuata nei modi di legge. La competenza per territorio, grado e materia a provvedere all'emanazione dell'atto.
  • Inerenti all'oggetto: l'effettiva esisitenza del potere relativo a quel dato oggetto
  • Inerenti al destinatario: La sua regolare condotta civile e morale, l'idoneità fisica o il titolo di studio.
  • Inerenti alla forma: Mentre la mancanza o l'erronea indicazione dell'intestazione, della data o del luogo producono solo irregolarità, la mancanza del preambolo produce illeggittimità.
  • Inerenti al contenuto: La conformità dell'atto ai precetti legislativi previsti per il suo tipo il rispetto delle norme sulla sua emanazione.
I requisiti di efficacia sono condizioni affinchè l'atto perfetto divenga anche efficace.
  • Requisiti di esecutività sono verificabili nell'esito positivo del controllo.
  • Requisiti di obbligatorietà per i quli l'atto perfetto diventa obbligatorio nei confronti dei destinatari. tali sono gli atti di comunicazione, e cioè la notifica la trasmissione e la pubblicazione.

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Nozione di Atto Amministrativo

Gli Atti amministrativi sono gli atti unilaterali aventi rilevanza esterna posti in essere da un’autorità amministrativa nell’esercizio di una funzione amministrativa.
Gli atti amministrativi si dividono tra:
· Provvedimenti amministrativi
· Atti amministrativi
I Provvedimenti amministrativi sono atti posti in essere dalla P.A. e consistenti in manifestazioni di volontà destinati ad influire unilateralmente sulla sfera giuridica dei soggetti cui sono destinati, mediante la costituzione, modifica e estinzione dei loro poteri e delle loro facoltà.
Tutti gli Atti amministrativi diversi da essi non sono Provvedimenti .

Caratteristiche rilevanti del provvedimento amministrativo sono:
  • ESECUTIVITA': cioè l'idoneità del provvedimento a produrre autonomamente ed immediatamente i propri effetti quando l'Atto è divenuto efficace;
  • ESECUTORIETA': Con tale termine si indica la possibilità che l'esecuzione sia compiuta, in quanto espressione del potere di autotutela, direttamente dalla Pubblica Amministrazione, senza dover ricorrere ad un giudice;
  • AUTORITATIVITA': Cioè l'attitudine che ha il provvedimento efficace, anche se illeggittimo, di produrre unilateralmente effetti giuridici nella sfera dei destinatari, indipendentemente dal loro consenso o dalla loro volontà.

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La responsabilità disciplinare

La responsabilità disciplinare è regolata dall’art.55 del D.Lgs. 165/2001, il quale ha disposto che ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni soggette al processo di privatizzazione si applicano le disposizioni dell’ art.2106 del Codice Civile, in tema di violazione del dovere di diligenza e dell’obbligo di fedeltà, e dall’art. 7 , commi 2 (affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti delle norme disciplinari) comma 5 (decorso del termine di 5 giorni dalla contestazione scritta del fatto per l’applicazione di sanzioni disciplinare più gravi del rimprovero orale) ed comma 8 (cancellazione di tutti gli effetti delle sanzioni disciplinari trascorsi due anni dalla loro applicazione).
L’interessato può impugnare la sanzione ascrittagli dinnanzi un collegio arbitrale di disciplina dell’amministrazione in cui lavora, che emette la decisione entro 90 giorni.
Per il personale soggetto a privatizzazioni sono state individuate le seguenti sanzioni:
1) Rimprovero verbale
2) Rimprovero scritto (censura)
3) Multa di importo variabile fino ad un massimo di 4 ore di retribuzione
4) Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni
5) Sospensione dal lavoro e dalla retribuzione da 11 giorni a 6 mesi
6) Licenziamento con preavviso
7) Licenziamento senza preavviso

Il Procedimento Disciplinare è stato regolamentato ex novo dall’art 55 D.Lgs 165/2001 sulla falsariga del sistema procedurale privato.


COLLOVATI